Primo piano e sfondo

Sabato sera, una donna straniera ha spinto per kilometri di strade buie il passeggino che portava il suo figlioletto di tre anni, febbricitante da due giorni e ormai esanime. Arrivata al pronto soccorso, le poche parole di italiano che conosceva non erano sufficienti a spiegare cos’avesse il bambino. Ma gli infermieri hanno capito subito che non c’era tempo da perdere.

Io questo lo so perchè ho delle conoscenze in ospedale. Spero che avendolo scritto non sia stata lesa la privacy di chicchessia.

I giornali la privacy non l’hanno infranta. Hanno parlato di un caso di meningite in una scuola materna e della profilassi obbligatoria attivata per 200 persone. Il che è corretto e veritiero. Pure i miei figli vanno in quella scuola, hanno assunto gli antibiotici forniti dall’AUSL e sono molto fieri della pipì rossa che producono.

Non conosco il nome del bambino. Non so come sta e quando tornerà a scuola. Non so se sia solo un fatto di privacy se lui è sullo sfondo della notizia (anzi: dietro) mentre in primo piano ci sono i suoi compagni di scuola. Che, perlopiù, stanno benone.

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3 pensieri su “Primo piano e sfondo

  1. credo che tu, proprio tu, avresti dovuto avere il buon cuore di non usare questa notizia…. rispetto, solo un pò di rispetto per il dolore di una madre.

  2. detto sinceramente: prima di postare mi sono chiesto se stavo scendendo al livello di un Bruno Vespa. mi sono risposto di no. credo di non aver contribuito all’identificazione del bambino più di quanto le chiacchiere di paese possano aver già fatto in modo più rapido e veloce. però nei giorni scorsi ho sentito troppi discorsi su quel bambino, e lui mi sembrava che emergesse sempre come untore, magari da isolare, e non come persona (con annessa famiglia) bisognosa d’aiuto. io volevo mostrare questo lato. volevo far sapere che può succedere, qui e ora, che una donna straniera con un bambino malato può non trovare nemmeno un vicino di casa che chiami il 118 per lei. il comportamento dei giornali è stato certamente corretto. ma nutro il dubbio che forse il retroscena non era abbastanza succulento.

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