Ciao a te (orazione funebre)

E insomma c’era questo tipo in tv, ma non era un presentatore come gli altri, sembrava un po’ un barbone, e presentava dei cartoni animati che non erano i soliti Braccobaldo o Yoghi e Bubu, no, faceva vedere Batman e Superman che allora mica si vedevano spesso. Ma soprattutto cantava la sigla che era bellissima, diceva “lettera x, qual è il segreto di Asterix”, e io mandai mia mamma in tutti i negozi di dischi a cercarla ma non lo trovò. Perchè questo tipo era anche un cantante che andava a Sanremo e cantava delle canzoni famose, a me piaceva quella che si chiamava Gesù Bambino anche se sulla copertina del 45 giri che aveva mia zia c’era una sfilza di numeri, a mia mamma invece piaceva quella che diceva “voglio morire in Piazza Grande”, che a me invece non piaceva perchè le canzoni che parlavano di gente che moriva mi facevano piangere, e allora se ne sentivano un bel po’. Poi per qualche tempo sparì. Lo rividi una sera in una Piazza Maggiore piena di gente che non era lì per lui, era lì per Dino Sarti, lui cantò solo tre o quattro canzoni un po’ strane, mi stette anche nel naso perchè una delle sue canzoni si intitolava “Le parole crociate” e lui presentandola disse che le parole crociate sono un gioco stupido, mentre a me sono sempre piaciute un sacco. Poi sparì di nuovo. Ma quando lo ritrovai, era il momento giusto. Era il momento giusto perchè avevo l’età per desiderare una ragazza a cui cadere dentro gli occhi se veniva più vicino, e se qualcuno trovava una moto portarla in città. E lui era lì a cantare tutto questo per noi, a cantare che l’anno che sta arrivando tra un anno passerà e che sotto un cielo di ferro e di gesso l’uomo riesce a amare lo stesso, e noi con lui potevamo vantarci coi foresti che nella nostra città non si perde neanche un bambino. Palatenda Parco Nord, 1983, tour dell’album omonimo, gruppo d’accompagnamento gli Stadio col primo lp fresco di stampa: un concerto della madonna, finito col pubblico in piedi che urla “è partita la mia mano!!!”. Subito dopo qualcosa cambiò. Io, certo, ma anche lui. Io andai da una parte e lui da un’altra, lui fece altre cose e io feci finta di non sentirle. Ci ritrovammo in Piazza Maggiore qualche anno fa, io e la mia fresca sposa appena scesi dalla Sala Rossa, lui che era andato a comprare il giornale. Gentilissimo, si lasciò fotografare insieme a noi. Era un 4 marzo. Gli augurai buon compleanno, non disse nulla.

Stamattina mi hanno detto che se n’è andato. Istintivamente mi sono guardato dentro. Ho ritrovato tutte le parole delle sue canzoni. Ma sento che manca qualcosa, non so esattamente cosa, ma se n’è andato via con lui.

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