Schegge di Liberazione

E quindi, gajardi, siamo stati a Civitavecchia, nell’auditorium dell’Iis Viale Adige, ch’è una scuola alberghiera, dove alla fine del reading gli studenti ci hanno pure offerto un signor buffet. Abbiamo letto per la prima volta davanti a una marea di studenti delle superiori e qualcuno delle medie, alle 11 del mattino di sabato 25 febbraio: una platea vera, una palco con delle responsabilità. Di seguito, la scaletta con lettori, letture e rispettivi autori, come sempre accompagnati da quei due menestrelli romagnoli che adesso si fanno chiamare Gianluca e le cose:

  • Elena Marinelli (osvaldo) e Caterina Imbeni (grushenka): “La bicicletta della nonna” di Stefano Pederzini (Bolero)
  • Simone Marchetti (Chettimar): “Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Resistenza ma non avete mai osato chiedere” di Stefano Pederzini (Bolero)
  • Fabrizio Gabrielli (tabacchino): “Come giocare la palla”
  • Elena Marinelli (osvaldo): “Dojo Yoshin Ryu” di simone rossi
  • Fabrizio Gabrielli (tabacchino): “Va’ là, tugnino” di…

View original post 323 altre parole

Annunci

Perchè scrivo

Perchè il mio cervello è fatto come i manicomi di una volta, e ci sono tante stanzette chiuse a chiave e dentro a ognuna c’è un matto che urla, strepita e batte i pugni contro la porta. Quando scrivo è come se prendessi uno di questi matti e lo portassi fuori, a fare un giro e a urlare a tutti quello che ha da urlare, così poi se ne sta buono e in silenzio per un po’. Sarebbe bello, un giorno, riuscire a farli stare in silenzio tutti quanti, contemporaneamente. Ma ho anche tanta paura che quel giorno mi sentirei solo. Tanto solo.