La depressione non è certo la patologia più grave in circolazione, ma ha un aspetto che forse nessun'altra ha: è praticamente incomprensibile a chi non ne soffre. Faccio un esempio. Se avete una gamba ingessata, nessuno verrà a dirvi "dai, vieni a fare una corsetta, può solo farti bene". Se invece siete depressi, tutti saranno lì a dirti basta con quel muso, fatti una risata. Spiegagli pure che la depressione è una cortina di fumo nero tra te e il mondo. Che qualunque pensiero, anche di quelli che solitamente ti mettono allegria, ti fa contrarre i muscoli del viso come se ti avessero messo sotto gli occhi un piatto di cibo rivoltante. Che può anche non esserci un motivo scatenante. E che sì, stai male, anche se non puoi far vedere dove ti fa male. E quindi devi continuare a fare tutte le cose che fai sempre, come se nulla fosse, anche se vorresti solo rinchiuderti in uno sgabuzzino buio fino a quando non starai meglio. Puoi spiegare tutto questo, ma è inutile. Sarà catalogato come vittimismo, ipocondria, pretesto. Il depresso dopo un po' lo impara, e smette di cercare conforto.
Non è incurabile, la depressione. Si può perlomeno migliorare, arrivare a essere depressi meno spesso e per periodi più brevi. Ma quando ci cadi dentro, puoi solo aspettare che passi. E passa, eh. Ma non a comando.