Nel dopopranzo di un giorno in cui io avevo nove o dieci anni mio padre mi portò con sè a riparare la 
motocarrozetta di un grande invalido, il signor Attilio, parcheggiata sotto casa del medesimo al quartiere Barca,
all'epoca uno dei più malfamati di Bologna. Presto si accorse che occorrevano degli attrezzi che non avevamo con
noi, quindi mi disse di aspettarlo lì mentre lui tornava in officina a prenderli. Il tempo passava, lui non tornava 
e io mi annoiavo da solo su quel marciapiede. Finchè non arrivò un anziano signore a chiedermi che ci facevo lì. E
glielo dissi: sto aspettando mio padre che è andato a prendere gli arnesi per aggiustare la motocarrozzetta del 
signor Attilio. E lui cominciò a dire: ma che ci stai a fare qui, vai in casa dal signor Attilio, ti accompagno io, 
sono il suo dirimpettaio. E io: no, il mio babbo mi ha detto di aspettarlo qui. E lui a insistere finchè io, che mi stavo annoiando, ho detto va bene. E allora siamo entrati nel portone e abbiamo preso l'ascensore. Qui è successa una cosa strana: l'anziano signore ha allungato una mano e mi ha frugato nel cavallo dei pantaloni. Intanto che lo faceva ha emesso un verso strano, una specie di rantolo. Poi basta. Siamo arrivati al piano, lui mi ha mostrato la porta del signor Attilio ed è entrato in quella di fronte. Io ho suonato dal signor Attilio. Mi ha aperto la moglie. Le ho spiegato chi ero e come mai ero lì. Lei ha fatto una faccia spaventata. Mi ha detto che il signore di fronte era, come dire, un po' tocco. Mi ha fatto sedere e mi ha offerto delle caramelle. Poi mio padre è tornato ed era un po' arrabbiato con me. Mi ha detto che nei militari chi abbandona la postazione viene sbattuto in cella.
La sera ho raccontato la cosa a mia mamma. Si è arrabbiata anche lei:  te lo dico sempre di non dar retta agli sconosciuti! E io a dire, ma no, mi ha solo accompagnato dal signor Attilio, ma lei niente.
Tanti anni dopo, poi, ho sentito parlare di gente che chiamano pedofili, e ho anche visto Mystic River. E allora ho pensato che io, come dice Jovanotti, sono un ragazzo fortunato. Anche se Jovanotti non mi piace tanto.
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Mio figlio gioca sulla spiaggia vicino all'acqua e alcuni pezzi di plastica colorata attirano la sua attenzione. Li raccoglie e me li porge: sono i cocci di una pallina, quelle con dentro i ciclisti, probabilmente calpestata da qualcuno. C'è ancora la figurina, sono curioso di vedere chi è. Franco Ballerini.