Ho sognato che andavo a Irkutsk, col filobus numero quarantadue. Lo prendevo alla Croce di Casalecchio alla fermata davanti al demolitore, quello che sul piazzale aveva una camionetta dell'esercito tutta ruggine con una Guzzi Superalce sul cofano, ed era grosso modo il millenovecesettantaquattro, avevo una tuta da ginnastica blu. A Irkutsk arrivavo nel duemila e tre e fuori nevicava, e solo con la tuta avevo freddo, anche perchè in tutto quel tempo si era ristretta, o ero cresciuto io. Scendevo dal filobus e vedendomi riflesso in una vetrina scoprivo di avere i capelli bianchi, o forse era la neve che scendeva e ci si fermava sopra. Stavo per chiedermi a che ora passasse la corsa per il ritorno, ma in quel momento mi sono svegliato. Fuori nevicava e i miei capelli nello specchio erano bianchi. Mi sono vestito e sono andato alla fermata del quarantadue. Anche se hanno soppresso la linea trent'anni fa.

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