Quand'ero bambino, nel campetto sotto casa mia i ragazzi più grandi non giocavano a calcio, giocavano a baseball. Io non abitavo nel Minnesota quand'ero bambino, abitavo alla Croce di Casalecchio che è vicino a Bologna. Però i ragazzi giocavano a baseball perchè nel palazzo di fronte al mio abitava un signore che giocava nella Montenegro Bologna, che allora era la squadra campione d'Italia di baseball, e aveva insegnato a giocare pure a loro. Io andavo a vedere le partite, anche se non capivo come mai quando il battitore non colpiva la palla quello che faceva l'arbitro a volte diceva straic! mentre a volte diceva bol! ed era anche un po' noiosa questa cosa, a me piaceva solo quando il battitore colpiva la palla e si metteva a correre per raggiungere dei mucchietti di sassi o di cappotti che chiamavano basi.
Aspettavo di essere abbastanza grande per giocare anch'io, ma invece nel frattempo è tornata la moda del calcio, per cui a baseball non ci ho mai giocato mentre mi sono ritagliato un po' di spazio come terzino perchè il pallone non lo colpivo mai mentre la gamba dell'avversario sempre. Il signore che giocava nella Montenegro aveva una figlia che faceva l'asilo con me, ci giocavo sempre a marito e moglie e promettemmo che da grandi ci saremmo sposati. A quattordici anni volevo chiederle se era ancora d'accordo, ma non mi fece nemmeno avvicinare. Quando ho avuto internet ho cercato il nome di quel signore per sapere che fine avesse fatto. E' ancora nella società di baseball di Bologna, come dirigente. Sua figlia non la vedo da trent'anni. E non ho mai giocato a baseball.