"Inoltre, consideriamo che un tiranno che si pone al di sopra d’ogni legge e difende la propria ingiustizia con una forza cui nessun magistrato è in grado di opporsi, si pone al di sopra di ogni punizione e al di sopra di ogni giustizia che non sia quella somministrata da qualche mano generosa. E certo l’umanità intera sarebbe ben poco al sicuro, se non vi fosse giustizia capace di raggiungere le grandi cattiverie, e se i tiranni fossero immunitate scelerum tuti, protetti dalla grandezza dei loro crimini. Le nostre leggi, allora, non sarebbero che ragnatele: buone per prendere le mosche, ma inutili a trattenere vespe e calabroni; e si potrebbe allora dire di ogni consorzio civile quel che si diceva di Atene: che vi s’impiccassero solo i ladruncoli, mentre i ladroni erano a piede libero e condannavano gli altri. Ma chi vuole mettersi al riparo da ogni mano, sappia che non può mettersi al riparo da tutte. Chi sfugge alla giustizia nei tribunali deve attendersi di trovarla nelle strade, e chi va armato contro tutti gli uomini arma tutti gli uomini contro di sé. Bellum est in eos qui judiciis coerceri non possunt (dice Cicerone), ovvero: facciamo guerra a coloro contro cui nulla può la legge. "

Edward Sexby,Killing Noe Murder: Briefly Discourst in Three Saentences       


(sottolineature mie. altri pareri sull’argomento qui)

Oggi al supermercato ho visto delle aringhe affumicate e mi sono detto, quanto tempo è che non ne mangio. Ho preso in mano una confezione ma mi è venuto in mente che a mia moglie non piacciono poi tanto, allora l’ho rimessa a posto. Poi però ho pensato: ma chemmefrega, me le mangio io, e l’ho ripresa su. Solo che le aringhe sono salate, e io ultimamente mangio sempre roba saporita e mi rimane una gran sete e sono sempre dietro a bere, allora ho deciso di lasciarle lì. Intanto c’era una nonnina che mi guardava incuriosita. Alla fine mi ha detto: "una volta con un’aringa ci mangiavamo in cinque."