"A settembre quando le zucche erano mature, noi bambini le aprivamo per togliere i semi, le mettevamo su una piastra di ferro poi sulle braci, li salavamo, ed erano buonissimi, alla zucca invece, ci avevano insegnato i nostri genitori a farle i buchi per gli occhi, naso e bocca, dentro mettevamo una candela e la mettevamo fuori la sera. Ora è venuta la moda importata dall’America di Hallowen, per far spendere dei soldi alla gente, da noi si conosceva già da secoli, e non spendevamo niente."

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Riporto il comunicato ufficiale:

Sabato 24 ottobre dalle ore 17.00, presso il MILKY BAR di via Antonio Zoccoli 13/a a Bologna, sarà presentato I GOT THE BLUES, libro di Luigi Monge (Arcana Edizioni, Roma 2008).

L’autore entra nel cuore dei testi delle canzoni di Robert Johnson per capire le difficoltà politico-sociali da lui vissute e per poterne catturare il vero significato, analizzando i punti salienti e descrivendoli oggi con maggior chiarezza e verità, facendo luce su alcuni passaggi ritenuti carichi di magia e di false conclusioni. Monge ci fa conoscere l’essere umano in continuo conflitto con il mondo che lo circonda.

La rivista I Martedì pubblica una recensione del libro firmata da Stefano Pederzini, che animerà il pomeriggio chiacchierando con Luigi Monge. Grazia Ferri descriverà le emozioni provate all’ascolto dei brani proposti per l’occasione da Giorgio “Mr. Blue” Cavalli.

www.imartedi.it

www.gufetto.it

www.bluesinbologna.splinder.com 

Frequentando i social network più politicizzati, capita di trovare un sacco di gente che si vanta di essere liberale. Massimo rispetto, ovviamente, ma poi a me viene sempre in mente la faccia di Renato Altissimo e mi scappa da ridere.

Ricapitolando: l’opposizione sbraita definendo lo scudo fiscale un regalo ai criminali, e poi non va in aula a votare contro, quindi il provvedimento passa per un soffio. Distratti? Inetti? Schizofrenici? Sull’inettitudine non avrei dubbi. Ma proviamo ad allargare lo sguardo. Tutte le banche italiane (con la rilevante eccezione di Banca Etica, di cui, sia detto en passant, il sottoscritto è socio) stanno aspettando a braccia aperte i capitali che rientreranno dall’estero. Ecco, io non riesco ad immaginarmi il PD che fa lo sgarbo di far perdere un’occasione del genere, per dire, al Monte dei Paschi. E visto che c’è da aspettarsi che nemmeno Unicredit o Intesa sarebbero molto contenti, insomma, vuoi davvero correre il rischio  di ritrovarti a fare la prossima campagna elettorale con i soli proventi delle Feste de l’Unità?
(Secondo me, con questi colpi di genio, la prossima campagna elettorale possono pure risparmiarsi di farla.)