Copio da Vibrisse, incollo e sottoscrivo (per gli eventuali querelanti: mi chiamo Stefano Pederzini, nato a Bologna il 6/3/1965)

“La Chiesa e il regalo di Papi”

By vibrisse

di Silvia Ballestra (e anche: Carla Benedetti, Antonio Moresco, Tiziano Scarpa; e mo’ pure Giulio Mozzi)

[Questo articolo è stato ripubblicato ieri in Il primo amore con questa premessa: "La scrittrice Silvia Ballestra è stata querelata da Silvio Berlusconi per aver scritto questo articolo sull’Unità del 13 luglio. Noi lo cofirmiamo insieme a lei e invitiamo a fare altrettanto". Lo riprendo e lo cofirmo anch’io. I lettori abituali di vibrisse potranno notare come in sostanza non sia né più duro né più diffamatorio di altri articoli da me pubblicati in vibrisse o nei quotidiani locali nei quali scrivo – che, per spiegarsi sui numeri, sono locali ma fanno tante copie quante ne fa L’Unità – e sicuramente meno "cinico" e meno duro dell’intervista rilasciata al Corriere, qualche giorno fa, dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga (qui). Questo per dire che il pericolo è vicino per tutti].

Alcuni lo chiamano cinismo, altri la chiamano semplicemente politica (segno che sono già cinici), per alcuni è pura e semplice cattiveria, per altri è dietrologia. In ogni caso è una cosa piuttosto schifosa. E si tratta di questo: per ripristinare un po’ di buoni rapporti con le gerarchie ecclesiastiche che si mostrano fredde a causa del suo privato peccaminoso e del suo essere “utilizzatore finale”, pare che Silvio Berlusconi sia deciso a fare qualche nuovo regalo alla parte cattolica del Paese. In soldoni, come ha scritto ieri questo giornale (l’Unità), il prezzo di un possibile perdono per le sue marachelle sessuali potrebbe essere un’accelerazione della legge sul testamento biologico. In soldoni e detto in parole povere, mentre qualche signorina si può comprare con duemila euro e qualche collanina, per le alte gerarchie vaticane ci vuole di più: una legge fatta sulla pelle degli altri.

La cosa è terribile a dirsi (e pure a pensarsi), eppure è così. Dimostrare all’elettorato cattolico che il premier non sarà magari uno stinco di santo, ma che quando si tratta di fare concessioni al Vaticano non è secondo a nessuno. Se così sarà, se questo osceno scambio sarà reale – la legge restrittiva gradita al Vaticano sul testamento biologico in cambio di silenzio per le porcate troppo umane di Silvio – si sarà toccato il punto più basso, un vero e definitivo punto di non ritorno. Nessuna pietà per migliaia di famiglie immerse nella sofferenza e nel dolore, nessuna soluzione umana e dignitosa per i malati senza speranza a cui accorciare l’agonia. Tutto questo in cambio di un’improvvisa amnesia dei vescovi sulle maialate di papi? Possibile? Vi pare troppo cinico? Esageratamente enorme? Anche a me, ma basta aspettare e si vedrà. Del resto, se siamo abituati al peggio non è colpa nostra: qualcuno ci ha sapientemente addestrato.

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