(mi sto violentando, ma devo farlo)

Bisognerebbe parlare (o scrivere) solo quando esiste una buona ragione per farlo, e nel 90% dei casi, se ci si ferma un attimo a riflettere, è assai probabile scoprire che quella ragione non c’è. Quasi nessuno, però, usa fermarsi a riflettere quell’attimo. Io, in genere, mi fermo per due attimi e questo mi  porta un doppio svantaggio sociale:  subire  l’incontrollata logorrea altrui ed esprimermi in maniera sottodimensionata. Da un po’ di tempo a questa parte la cosa mi sta creando insofferenza, e se la difesa dal mare di chiacchiere inutili che mi sovrasta riesco in qualche modo ad erigerla, il mio amore per la sintesi e la distillazione delle parole mi impedisce quasi fisicamente di gonfiare artificialmente il mio eloquio (o la mia scrittura), nonostante mi renda conto che ne ho sempre più bisogno. Da oggi tenterò di usare questo blog in tal senso. Non ho nulla da perdere, a parte tre lettori (addio e grazie. è stato bello.)

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Un pensiero su “

  1. Ottimo, direi.
    Ti assicuro che per una grafomane fare post sintetici come alcuni dei tuoi sarebbe un esercizio impossibile (anche se indiscutibilmente utile).
    La sintesi è un dono, e tu ce l’hai.
    Frau Weissbach

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