2004: La Grecia conquista il campionato europeo di calcio, il Bologna acquista Zagorakis.
2008: Il titolo europeo è appannaggio della Spagna. Perchè qualcosa mi dice che il Bologna non prenderà Torres?

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Dopo una pluriennale moratoria verso lo sport calcistico (nata con la cessione di Cruz a due giorni dall’inizio del campionato e consolidatasi con calciopoli) e il tifo antiitaliano nella finale dei mondiali 2006, questi europei che ho seguito il più possibile imparzialmente (non che fosse difficile: la nostra nazionale non sollevava certo entusiasmi, e continuo a sentirmi poco rappresentato da facce da fascistelli arroganti come Pirlo, Panucci o Materazzi) mi hanno ricacciato nel gorgo. E così mi ritrovo a seguire il calciomercato,  sperando che questi mecenati americani che hanno acquistato il Bologna FC 1909 siano ricchi sfondati e possano comprare, se non Ronaldinho, almeno Arshavin o Torres. Non credo che tornerò allo stadio, comunque. Ma al centro sociale con lo schermo gigante, magari con la scusa di salutare gli amici, penso proprio di sì.

Ha sicuramente sbagliato la formazione.
E’ vero pure che non aveva una gran rosa a disposizione.
Alla fine però non ha accampato scusanti e ha affrontato il giudizio, senza eluderlo con le dimissioni.

Domanda: sto parlando di Prodi o di Donadoni?

Io non potrò, ma se vi capita…

GIORNATE ANTICLERICALI – 20-21-22 Giugno 2008
alla CASONA DI PONTICELLI

promuovono:
Associazione "Primo Moroni" – Bologna
Circolo "Iqbal Masih" – Bologna
Circolo anarchico "Camillo Berneri" – Bologna
Rivista "LiberAmente" – Venezia, Bologna, Fano, Roma, Ragusa

programma:
Venerdì 20 giugno 2008
Ore 18 – presentazione delle giornate anticlericali
Ore 21 – teatro al femminile "Non fare storia" a cura di Paola Brolati
Ore 22 – Alessio Lega in concerto

Sabato 21 giugno 2008
Ore 15 – "Il libro nero del Vaticano" conversazione con l’autore Toni
Braschi
Ore 18 – Presentazioni di realizzazioni e progetti dell’anticlericalismo
(Archivio Storico Anticlericale di Fano, La Piovra Vaticana, Alla Destra
del Padre, etc.)
Ore 21 – "Vittorio" reading-concerto di e con Stefano D’Arcangelo e
Andrea Piermattei
Ore 22 – concerti : Repulsione (Bologna, grindcore) … I Linea (San
Giuliano Milanese, rock, reggae, ska e sane) con intermezzo teatrale

Domenica 22 giugno 2008
Ore 15 – tavola rotonda organizzata dalle donne "Eva colse la mela: solo
lei poteva farlo" con interventi di Michela Zucca, Giusi di Rienzo,
Vincenza Perilli
Ore 21 – serata di canto popolare e sociale a cura dell’Hard Coro De
Marchi e della Banda Roncati di Bologna con interventi musicali di cori
da altre città

Durante tutte le giornate campeggio, cucina tradizionale, libreria;
nelle mattinate di sabato e domenica spazio aperto per assemblee a tema
e progetti di iniziativa anticlericale.

MENU’ DELLE GIORNATE ANTICLERICALI
Tortellini (brodo, panna); Tagliatelle (ragù, vegetariano); Tortelloni
(ragù); Strozzapreti (pesto, vegano);
Polenta (con ragù o friggione); Griglia (castrato, salsiccia,
fiorentina, pollo); Stinco al forno;
Insalata mediterranea; patate fritte; friggione; piatto vegano
Crescentine
Dolci (fiordilatte, panna cotta, crostate, torte al cioccolato, etc.)
Tutto rigorosamente fatto in casa alla bolognese.

Per arrivare a Ponticelli il modo più spiccio é l’auto. Dall’A13 (BO-PD)
uscire ad Altedo; dal casello a destra; poi per 1 KM (SP 20); poi a
destra (vedete il cartello); poi ancora 800 metri e siete arrivati.
Per chi venisse in treno (da Bologna o da Ferrara) prendere una linea
locale e scendere a San Pietro in Casale.

Per contatti rivistaanticlericale@libero.it

In un paese in cui le garanzie democratiche rimangono formalmente inalterate ma la cui forzatura quotidiana le rende di fatto ininfluenti, ha senso continuare a comportarsi come se dette garanzie siano ancora valide a tutti gli effetti?

Collega A: "Devo cambiare auto, ma sono indecisa."
Collega B: "Prendi la Nuova 500. Se la vuoi rivendere non hai problemi, è come avere un assegno.’
Io: "Ma ha il tetto apribile?"
Collega B: "Volendo sì, perchè?"
Io: "Meglio non prendere quella, sarebbe un assegno scoperto."

Per il ponte dell’Immacolata di due anni fa partimmo alla volta di Asiago con la speranza di fare dello sci di fondo e ci trovammo invece, causa totale assenza di neve, a girovagare per le spettrali trincee della Grande Guerra immersi in una fitta nebbia. Uno di quei pomeriggi si concluse al cinema parrocchiale di Gallio, stipato all’inverosimile con la gente seduta anche per terra: il grande vecchio dell’Altopiano, Mario Rigoni Stern, presentava "Stagioni", il suo ultimo libro. Alto e possente, malfermo ma lucido, raccontò da montanaro genuino ma a suo modo carismatico del suo mondo fatto di piante e di animali, di ricordi di guerra e di pace. Alcune cose più di altre mi sono rimaste in mente, di ciò che disse. Sulla lingua dei suoi racconti: "Io scrivo per farmi capire da tutti. Alle scuole elementari la maestra ci insegnò l’analisi grammaticale, l’analisi logica e l’analisi del periodo. Io scrivo come mi hanno insegnato allora." Sull’amore: "Non è vero che nei miei racconti non parlo d’amore, chi legge attentamente può trovarlo. E comunque, chi parla troppo d’amore vuol dire che ne ha poco."
Se n’è andato a 86 anni Mario, l’impiegato del catasto che aveva visto la guerra e i lager e se n’era disintossicato abbracciando i suoi boschi e adottando come fratelli i caprioli e i galli cedroni, e li aveva raccontati raccogliendo premi letterari che andava a ritirare chiedendo permessi concessi di malavoglia dai superiori. Se n’è andato e ci mancherà. Tanto.