Alla luce dell’ampio dibattito sull’opportunità di intitolare una via a giorgio almirante, dopo gli episodi di violenza presso l’università della sapienza e i raid punitivi nei negozi degli immigrati al pigneto, constatando le forti dosi di fascismo (anche inconsapevole) contenute in atti come gli assalti incendiari ai campi rom, mi sento di dover spendere poche ma significative, pacate, concilianti parole per cercare di recuperare la direzione in cui la convivenza civile deve obbligatoriamente muoversi per mantenersi tale. Per questo sento l’insopprimibile necessità di ricordare a tutti i lettori di questo blog che

UCCIDERE UN FASCISTA NON E’ UN REATO.

(ma no, scherzo. basta sputargli in faccia.)
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