Se un’azienda con più di qualche decina di dipendenti va male, la colpa può essere solo di chi la dirige e non di chi ci lavora. Una quota di personale fannullone e/o incapace è fisiologica, ma se è tale da influenzare l’andamento dell’impresa bisogna prendersela con chi glielo permette di fare, e si torna da capo (e cioè dal Capo). Si può dire che se il management lavora bene le maestranze non possono intaccare il risultato più di tanto, mentre se il management lavora male l’azienda rischia forte anche se tutti i dipendenti lavorano in modo eccellente. Ciononostante, non occorre che vi dica, in caso di chiusura, chi rimane in mezzo a una strada. Se proprio (ma proprio) si vuole fare un "patto tra produttori", questo dovrebbe prevedere che proprietari e dirigenti rifondano di tasca propria i danni creati ai lavoratori per imperizia gestionale.

(P.S. un’azienda può chiudere anche per ragioni di mercato, ma il mercato è competitivo, bellezza, e se un manager non sa starci è un manager scadente. Se una squadra va in serie B si incolpano l’allenatore e i giocatori, non il regolamento che prevede la retrocessione.)

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8 pensieri su “

  1. ok, e quindi?
    non posso quotare? devo portarlo sul mio blog e fare finta che lo abbia scritto io così poi tu mi chiedi una mail di scuse?

  2. In un’azienda con qualche decina di lavoratori (e in Italia sono moltissime) è il proprietario-manager a decidere di chi è la colpa per i pessimi risultati.
    Non ho mai visto un dirigente che si licenzia da sé.

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