"Sono state gia’ identificate circa 25 persone, soprattutto parcheggiatori abusivi su cui si e’ concentrata la nostra attenzione"
(Walter Veltroni, sindaco di Roma)

"L’assessore diessino ha detto che la sua è la soluzione al problema del racket, che impesta le strade di Firenze e si estende in modo capillare ai lavavetri. Ma, se il medesimo marchingegno giuridico venisse applicato ad altre "fattispecie", si potrebbero verificare incresciosi incidenti in ambienti ben più prestigiosi e protetti di quelli dei lavavetri. Penso, ad esempio, ai negozianti fiorentini che potrebbero venire arrestati perché subiscono il racket delle estorsioni o addirittura a prestigiose banche e ai loro dipendenti "costrette" al racket del riciclaggio. Tutti passibili di procedimento penale con galera e sequestro dell’attrezzatura, cioè dei negozi, delle banche, di un bel pezzo della distribuzione di merci del nostro territorio e, insomma, di una cospicua fetta dell’economia."

(Anna Pizzo su Carta)

Il titolo mi faceva supporre che si trattasse della storia di uno che fa un frontale con una Gilera 500 d’epoca. Invece dice che è un film di Ozpetek, e visto che gli altri film di Ozpetek mi sono piaciuti sono andato a vederlo. Però si vede che Ozpetek durante le riprese aveva altri impegni, perchè il primo tempo sono sicuro che l’ha girato Muccino. Invece nel secondo tempo Ozpetek torna e ozpeteggia da par suo, così si va a casa senza rimpiangere il prezzo del biglietto. Fermo restando che sì, insomma, ci si aspettava qualcosa di più.

(Però questo dialogo è da cineteca. Ambra: "Lei non si è mai drogata?" Milena Vukotic: "No, io faccio l’uncinetto".)

Apprendo da una coppia di amici in vacanza in Abruzzo che hanno l’acqua razionata da settimane perchè i pozzi da cui proviene sono avvelenati. Faccio una ricerca su Google, scopro che è vero, che il problema coinvolge due capoluoghi come Chieti e Pescara e che comunque ne hanno parlato soltanto i giornali locali. Mah. (almeno avessero usato l’acqua avvelenata per spegnere incendi in zone in cui l’acqua è carente di per sè…)

Dal sito di Decrescita Felice:
"La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione."
(evidenziazioni mie.)
Anch’io voglio decrescere. E chi non decresce con me, peste lo colga.

Ecco la sua linea difensiva: "Quest’anno le gomme mi danno un sacco di problemi in staccata, per cui non posso nemmeno staccare assegni."