Il clima di attesa è stato creato con grande cura. Questo però comporta una cosa: oggi Veltroni dovrà dire qualcosa di chiaro, netto e coraggioso, in una direzione o in un’altra. Se farà un discorso "alla Prodi", il PD si potrà considerare morto prima di nascere.

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Le nostre strade si sono incrociate una sola volta, a una festa di Cuore di tantissimi anni fa. Prese la parola dopo Bertinotti (o forse era un altro, comunque qualcuno che senza grande sforzo stava più a sinistra di lui) con tono superiore e sprezzante, sul genere del morettiano "a voi la parola ve l’ha tolta la storia". Dopo 30 secondi lo odiavo già.
Ora lo mettono al timone di una nave a serio rischio di naufragio, ma non perchè è il più bravo: soltanto perchè è l’unico il cui ruolo defilato gli abbia permesso di conservare qualche brandello di faccia da spendere. Auguri.

Sì?
Bene.
Allora cominciate a chiedervi, ad esempio:
per voi vengono prima le regole o gli amici?
(e poi rispondetevi, naturalmente, se no non serve)

Pare che l’anno scorso i botteghini dei teatri abbiano fatturato più di quelli degli stadi, e il giornalista di repubblica commenta così:
"Si registra così, nell’anno dei Mondiali, un sorpasso di Shakespeare su Cannavaro: le attività teatrali hanno infatti superato quelle sportive."
Peccato che anche lui sappia benissimo che non si tratta di shakespeare, ma di ficarra e picone.

Scrive l’Orco: "Se davvero riuscissimo a trasmettere non solo le informazioni o l’esperienza di cui siamo in possesso ma anche tutti i sentimenti e le passioni che un argomento ci suscita molte altre persone ne sarebbero contagiate."
I blog possono servire anche a questo. Certo, bisogna esserne capaci. Weissbach lo è. Io no. L’Orco, se ci si mette, sì (dovrò legger SkiDoll, prima o poi). E molti altri ancora. E’ uno strumento che forse in troppi sottoutilizziamo.
(Bene, per rimediare ora farò una serie di post sui campioni dell’enduro degli anni ’80. So che desiderate colmare tutte le vostre lacune in merito.)